
Nonostante sia uno dei siti più visitati del web, il caro vecchio YouTube naviga in cattive acque ormai da tempo immemore. A tre anni dall’acquisizione da parte di Google il sito continua a registrare perdite molto preoccupanti, rappresentando ormai solo un’enorme palla al piede per la società di Mountain View.
Il motivo di questa crisi di entrate è, prima di tutto, la mancanza di contenuti pubblicitari che generino guadagno, problema a cui Google ha già tentato di mettere una pezza aggiungendo spazi adv sopra alla timeline dei video e in un baio di box sulla homepage. A questo si aggiunge il nuovissimo servizio Click-to-Buy, in collaborazione con ITunes, che dovrebbe contribuire a risollevare un po’ il tragico bilancio del portale.
Se nemmeno questo dovesse funzionare si prospetterebbe solo un’alternativa alla chiusura: la trasformazione totale in un sito con contenuti a pagamento e pubblicità decisamente più invasiva, un po’ sul modello di Hulu, portale multimediale con contenuti premium, con un bilancio decisamente in attivo.
Insomma, il vecchio YouTube (e soprattutto il vecchio concetto di “broadcast yourself”) verrebbe soppresso a favore di un’ottica più commerciale, essenziale per garantire la sopravvivenza del sito.
Una simile possibilità era già stata ventilata da alcuni blogger, ma essendo la notizia datata 1 aprile nessuno ci aveva prestato troppa attenzione, ritenendola una bufala. A conti fatti, invece, pare quantomai verosimile.
C’è da chiedersi quanto sarà radicale questo cambiamento e soprattutto quanto YouTube possa prestarsi a diventare un concorrente diretto del colosso Hulu. D’altra parte si sa, la forza di YouTube è la varietà dei contenuti unita alla gratuità di utilizzo, un aspetto quest’ultimo quantomai inviso al mercato, nel quale ormai si sopravvive solo spremendo denaro da ogni singolo bit di contenuto… un’arte in cui i ragazzi di Google sono davvero maestri. Staremo a vedere.
Certo un YouTube a pagamento la vedo davvero difficile come storia, sarebbe un peccato…