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	<title>Marask.com &#187; wikipedia</title>
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	<description>pensieri, parole, opere ed omissioni dell&#039;era digitale</description>
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		<title>E&#039; morto Bruno Pizzul&#8230; anzi, no</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 19:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Anche Wikipedia riporta la morte di Bruno Pizzul, ma è una bufala" alt="Anche Wikipedia riporta la morte di Bruno Pizzul, ma è una bufala" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/10/brunopizzul.jpg" /></div>
<p>Quest&#8217;oggi siamo stati testimoni di un colossale, quanto divertente, svarione sul web: stamattina su alcuni siti è stata riportata la notizia della morte del celeberrimo giornalista sportivo Bruno Pizzul, con sommo stupore e cordoglio dei suoi molti fan.</p>
<p>La notizia, come la calunnia descritta da Rossini ne &#8220;Il barbiere di Siviglia&#8221;, da venticello si trasforma subito in un uragano: rimbalza da sito a sito, da blog a blog, fino a sbarcare su Facebook, dove nasce il gruppo &#8220;in memoria di Bruno Pizzul&#8221; e su Wikipedia, dove compare la data odierna come data di morte del telecronista. In pochissimo tempo è di pubblico dominio e sulla bocca di tutti. C&#8217;è solo un piccolo particolare: Pizzul sta benone e, nello stesso momento in cui i primi fan iniziano a piangerlo, sta giocando la sua consueta partita mattutina a scopa.</p>
<p>Così, tra primiere, napole e settebelli ecco che il telefonino del giornalista improvvisamente impazzisce: centinaia di chiamate di amici, colleghi, ammiratori e conoscenti convinti di trovare all&#8217;altro capo dell&#8217;apparecchio la moglie in lutto. Qualche minuto e la bufala è chiara a tutti, soprattutto al diretto interessato che si è dovuto pure premurare di avvertire la stampa della notizia fasulla.</p>
<p>Risalendo a ritroso nel flusso di notizie, pare che la prima fonte sia da collocare sul sito Yahoo! Answers, dove un presunto vicino di casa del giornalista scrive &#8220;Hanno appena portato via Pizzul in ambulanza, forse un infarto. La notizia che corre adesso è che sia morto&#8221;.</p>
<p>Dicono che quando si sogna la morte di qualcuno gli si allunghi la vita, beh auguriamo al buon Bruno che questa bufala abbia lo stesso esito. Lunga vita a Brunone Pizzul !!!</p>
<p><em>Inzaghiiiiiiiii !!!!</em></p>
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		<title>Skittles.com : il sito&#8230; senza sito</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 21:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'idea brillante, sebbene non unica nel suo genere, che sfrutta davvero a pieno i concetti di flessibilità tanto cari ai guru del web 2.0]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/08/caramelle-skittles1.jpg" alt="Il sito delle caramelle Skittles è un ottimo esempio di filosofia web 2.0" /></div>
<p>Chi ha detto che per pubblicizzare un marchio sul web occorra necessariamente un sito?<br />
Perchè dover creare da zero un&#8217;interfaccia di navigazione, un layout grafico e una montagna di script per gallerie di immagini, video, community, forum, newsletter.. ecc quando, in realtà, tutto questo già esiste sul web?</p>
<p><strong>Skittles.com</strong>, il sito della nota marca di caramelle, ci mostra che in realtà tutto quello che occorre fare è munirsi di un tubetto di colla e attaccare tra loro i nostri profili nei vari social networks, per ottenere un perfetto sito commerciale senza, in effetti, realizzarne veramente uno. Skittles.com è un interessantissimo patchwork che unisce i profili aziendali su <strong>Facebook</strong>, <strong>Flickr</strong>, <strong>YouTube</strong>, <strong>Wikipedia</strong> e <strong>Twitter</strong>, raggruppati in un unico dominio, navigabili attraverso un semplicissimo box in sovraimpressione che costituisce l&#8217;<strong>unica vera interfaccia del sito</strong> e che permette, in un click, di spostarsi tra i vari network in un attimo.</p>
<p>Un&#8217;idea brillante, sebbene non unica nel suo genere, che sfrutta davvero a pieno i concetti di <strong>flessibilità</strong> e di <strong>integrazione</strong> tanto cari ai guru del web 2.0, anche se rimane un tipo di comunicazione un po&#8217; difficile da far accettare a molte aziende, di certo più legate ad una comunicazione tradizionale.</p>
<p>Se vi ho incursiosito, date un&#8217;occhiata al sito <a rel="nofollow" href="http://www.skittles.com" target="_blank">Skittles.com</a></p>
<p>Fonte: <a rel="nofollow" href="http://lissimattia.com/?p=23" target="_blank">Impronte digitali<br />
</a></p>
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