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	<title>Marask.com &#187; google</title>
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	<description>pensieri, parole, opere ed omissioni dell&#039;era digitale</description>
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		<title>Streetview: Google sotto accusa per violazione della privacy</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 16:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google sul banco degli imputati per un involontario "furto" di dati sensibili...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><p>Giuro, non lo faccio apposta. Non ce l&#8217;ho con Google (diciamo non più di quanto ce l&#8217;abbia con tutte le altre multinazionali) ma eccomi qui a scrivere l&#8217;ennesima storia che riguarda big G e una qualche pratica di appropriazione indebita di dati sensibili. Questa volta sul banco degli imputati ci sarebbe il celeberrimo servizio &#8220;Google Streetview&#8221;, collegato all&#8217;applicazione &#8220;Google Earth&#8221; (e &#8220;Google Maps&#8221;).</p>
<p>Cosa è successo?</p>
<p>Beh, per farla breve, pare che le vetture incaricate di girare il mondo scattando foto paesaggistiche, prelevassero qualcosina in più rispetto alle semplici immagini. Secondo quanto segnalato dal garante della privacy italiano (ma anche da istituzioni analoghe di quasi tutti i paesi dell&#8217;Unione Europea e di molti stati USA) le Google-mobiles avrebbero &#8220;intercettato&#8221; segnali provenienti da alcune reti informatiche incontrate lungo il tragitto, salvando &#8220;per errore&#8221; dati sensibili ( tra i quali &#8211; pare &#8211; password, codici bancari, stralci di E-Mail, referti medici..ecc..).</p>
<p>L&#8217;azienda si è detta disponibile a rivelare la natura di questi dati e, ancora più importante, a cancellarli dai propri database. C&#8217;è, ovviamente, chi sostiene che non si sia affatto trattato di un errore, ma di un&#8217;operazione volontaria da parte di un&#8217;azienda che, va detto, è già stata oggetto di discussioni riguardanti la privacy (ultima delle quali riguardante l&#8217;applicazione &#8220;Google Buzz&#8221;).</p>
<p>Davvero difficile stabilire la volontarietà di questa azione di data mining globale, ma di sicuro la cosa non va a beneficio di Google e del suo motto &#8220;don&#8217;t be evil&#8221;&#8230;</p>
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		<title>Google è la prima vera mega-corporazione?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 18:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un video che descrive come big G stia rapidamente acquisendo il controllo delle nostre vite]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><p>Gli appassionati di fantascienza come me sanno bene che una delle visioni più comuni relative al prossimo futuro (ovvero alla prima metà del 21° secolo) è la cosiddetta <strong>distopìa corporativa</strong>, ovvero un mondo governato non più da autorità nazionali, ma da mega-corporazioni multinazionali, che si spartiscono i mercati, i continenti ed i popoli della Terra.</p>
<p>Alla fine del 20° secolo le uniche aziende con le carte in regola per diventare i nostri futuri padroni sembravano essere Microsoft, Mac Donald&#8217;s e le solite (anche un po&#8217; banali) compagnie petrolifere. Oggi invece sembra che il mondo sia cambiato, nuove compagnie rivendicano per se stesse il mondo e chiunque ci abiti sopra. Una di queste compagnie, futura (se non già attuale) proprietaria delle nostre vite è, ovviamente<strong>, Google</strong>.</p>
<p>Ecco un video che riassume brevemente tutte le attività in cui big G mette le mani. Guardandolo scoprirete che esistono ben pochi aspetti della vostra vita di tutti i giorni che non siano già sotto il loro controllo.</p>
<p>Dopo questo video il motto &#8220;don&#8217;t be evil&#8221; (motto di Google), vi sembrerà quantomeno ironico.</p>
<div style="margin:0 auto; text-align:center;">
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="222" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9897083&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="222" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9897083&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/9897083">Meet Google (HUNGRY BEAST)</a> from <a href="http://vimeo.com/elmokeep">Elmo Keep</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.
</div>
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		<title>Google sfida anche ITunes?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel suo cammino inarrestabile per diventare dominatrice assoluta del Mondo, la società di Mountain View pare stia per buttarsi anche nel mercato della musica, almeno a quanto riportano alcune autorevoli testate internazionali (tra cui Il Sole 24 Ore). Il servizio, se e quando arriverà, andrà...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Google attacca tutti: prima Microsoft e ora Apple?" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/10/google.jpg" alt="" /></div>
<p>Nel suo cammino inarrestabile per diventare dominatrice assoluta del Mondo, la società di Mountain View pare stia per buttarsi anche nel mercato della musica, almeno a quanto riportano alcune autorevoli testate internazionali (tra cui <a rel="nofollow" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/10/google-musica-online.shtml?uuid=8e928290-bee6-11de-a440-2ca18338c416&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a>).</p>
<p>Il servizio, se e quando arriverà, andrà a sfidare direttamente il colosso Apple ed il suo ITunes, promettendo di dar vita all&#8217;ennesimo scontro tra titani, come quello che si verificherà con Microsoft nel momento in cui Google rilascerà il proprio sistema operativo. Il nuovo prodotto, di cui non si sa nemmeno il nome, presumibilmente sfrutterà il più che collaudato algoritmo di ricerca di Google (che una volta era solo un motore di ricerca&#8230; difficile crederlo adesso, eh?) per trovare informazioni sui nostri artisti preferiti, permettendoci poi di acquistare album e singoli pezzi direttamente online. Se vogliamo essere maliziosi, c&#8217;è da supporre poi che i nostri gusti musicali andranno ad integrare il già immenso database di nostri dati di fatto già in possesso di Google (se non ci credete date un&#8217;occhiata, ad esempio, a <a rel="nofollow" href="http://manublog.org/2009/sconvolgenti/google-la-umbrella-corporation-del-xxi-secolo.html" target="_blank">questo ottimo post</a>).</p>
<p>Insomma, ci si preannuncia un futuro cyberpunk in stile &#8220;Syndicate&#8221;, con 3-4 mega-corporazioni che forniscono tutti i servizi e che si fanno la guerra tra loro per il predominio? Oppure siamo destinati ad assistere ad una lotta per la sopravvivenza dalla quale emergerà un solo vincitore? Difficile a dirsi&#8230; certo, entrambi gli scenari non sono proprio beneauguranti&#8230;</p>
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		<title>Google sfida Microsoft sui sistemi operativi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 17:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul terreno dei sistemi operativi per personal computer si prospetta uno scontro tra titani: l&#8217;annuncio è di pochi giorni fa, anche Google sta sviluppando un sistema operativo, per ora studiato solo per Netbooks ma che sicuramente sbarcherà anche sui normali PC, invadendo un settore di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/07/scontro-tra-titani.jpg" alt="Sistemi operativi: Microsoft vs Google" /></div>
<p>Sul terreno dei sistemi operativi per personal computer si prospetta uno scontro tra titani: l&#8217;annuncio è di pochi giorni fa, anche Google sta sviluppando un sistema operativo, per ora studiato solo per Netbooks ma che sicuramente sbarcherà anche sui normali PC, invadendo un settore di mercato del quale Microsoft è ancora oggi padrona assoluta. Per Bill Gates e soci sembra quindi iniziare un&#8217;altra stagione di sfide, dopo la guerra dei browser (che vede <a href="http://marask.com/firefox-effettua-il-sorpasso/" target="_blank">Firefox in vantaggio</a>, almeno per ora) e l&#8217;ingresso di Microsoft nel campo dei motori di ricerca, su cui è certamente Google a dominare incontrastata.</p>
<p>Insomma, sembra finita l&#8217;era dei monopoli e dei business a chiusura stagna, quella guerra fredda tra super-potenze ben radicate in questo o quel settore ma quasi del tutto disinteressate all&#8217;espansione in altri campi, a favore invece di una nuova tendenza al tutti-contro-tutti, una concorrenza spregiudicata che ora trascende anche il web, spingendosi nel mercato dei software.</p>
<p>I contendenti ora sanno che nessuno è al sicuro, perchè basta un passo falso, un flop o un ritardo nell&#8217;adattarsi alle nuove tendenze per veder crollare il prestigio del proprio marchio, in un&#8217;era dove il concetto darwiniano di &#8220;evolversi o morire&#8221; si applica anche ai predatori più grandi, finora quasi intoccabili.</p>
<p>Chi vincerà? Ci sarà spazio per tutti o qualcuno finirà col lasciarci le penne? Staremo a vedere, ma una cosa è certa: per noi utenti sarà solo un bene, come sempre accade in casi di concorrenza estrema.</p>
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		<title>Arriva Hunch: il motore che pensa al posto tuo!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 12:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siete stanchi di dover prendere decisioni? Vi stressa l&#8217;idea di dover per forza avere un&#8217;opinione e di dover pensare in modo indipendente? Pensate che sarebbe molto più comodo che qualcun altro decidesse al posto vostro, ma senza dimenticare cosa vi piace? Perfetto, tutto quello che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/06/hunch-motore-decisionale2.jpg" alt="Intrappolati in un dilemma? Chiedete ad Hunch!" /></div>
<p>Siete stanchi di dover prendere decisioni? Vi stressa l&#8217;idea di dover per forza avere un&#8217;opinione e di dover pensare in modo indipendente? Pensate che sarebbe molto più comodo che qualcun altro decidesse al posto vostro, ma senza dimenticare cosa vi piace?</p>
<p>Perfetto, tutto quello che dovete fare è andare su <a rel="nofollow" href="http://www.hunch.com" target="_blank">www.hunch.com</a> e rispondere alle 20 domande preliminari che il motore vi farà, per determinare che tipo di persona siete, dopodichè siete pronti a mettere la vostra vita nelle mani dell&#8217;algoritmo. Per farlo vi bastera digitare poche parole relative ad un argomento su cui non riuscite a decidervi (ad esempio &#8220;lavoro&#8221;, &#8220;colore carta da parati&#8221; oppure &#8220;religione&#8221;) e rispondere alle domande del sistema. In pochi secondi ecco una graduatoria di 10 possibili scelte, ordinate per compatibilità coi vostri gusti e complete di commenti di altri utenti.</p>
<p>E così scopro che la mia dottrina religiosa ideale è il Taoismo, la mia meta di vacanza è Cipro, la mia squadra di calcio è il Manchester United e che il mio piatto preferito è il sushi.</p>
<p>Scherzi a parte, il progetto è interessante e se ben sviluppato può rivelarsi davvero utile, perchè integra le normali funzioni di motore di ricerca con elementi social e con un sistema di profilazione utente unico nel suo genere. Inoltre il motore può apprendere ed adattarsi sempre meglio ai nostri gusti mano a mano che facciamo ricerche, attraverso semplici domande sui contenuti che trova per noi. Non male, vero? Dopotutto Hunch è figlio di una delle fondatrici di Flickr, non certo del primo che passa per strada!</p>
<p>Google incontra dunque l&#8217;ennesimo concorrente, assieme agli altrettanto giovanissimi <a rel="nofollow" href="http://www.wolframalpha.com" target="_blank">Wolfram Alpha</a> e <a rel="nofollow" href="http://www.bing.com" target="_blank">Bing</a>? Direi di no, almeno per ora, perchè Hunch non è molto adatto alle ricerche veloci e tende a far perdere un po&#8217; troppo tempo. Certo, se ci si va apposta per perdere tempo allora è incredibilmente facile passarci un pomeriggio, e chissà che non se ne cavi qualcosa di interessante.</p>
<p>Non si sa mai, io intanto corro a leggermi qualcosa di più sul Taoismo&#8230; e sul sushi!</p>
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		<title>Google Books: servizio o sopruso?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 10:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai Google ci ha abituati alle polemiche che accompagnano quasi tutti i suoi nuovi servizi. Di fatto, le novità da Mountain View hanno spesso suscitato perplessità o preoccupazione a quella fetta di pubblico preoccupata più di garantire la propria privacy e la propria libertà intellettuale che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/04/farenheit.jpg" alt="" /></div>
<p>Ormai Google ci ha abituati alle polemiche che accompagnano quasi tutti i suoi nuovi servizi. Di fatto, le novità da Mountain View hanno spesso suscitato perplessità o preoccupazione a quella fetta di pubblico preoccupata più di garantire la propria privacy e la propria libertà intellettuale che non di disporre di un nuovo servizio web, per utile che sia.</p>
<p>E&#8217; stato il caso di <strong>Google Earth</strong> e <strong>Google Streetview</strong>, di <strong>Google Picasa</strong> con il suo <a href="http://marask.com/alla-faccia-della-privacy/" target="_blank">software di riconoscimento facciale</a> e di <strong>Google Latitude</strong>, il tool che di fatto ha trasformato i telefoni cellulari in potenziali microspie.</p>
<p>Adesso al centro delle polemiche c&#8217;è il nuovo servizio <strong>Google Books</strong>.</p>
<p>Vediamo di cosa si tratta: è sostanzialmente una <strong>libreria online</strong> (a pagamento) nella quale sarà possibile trovare tutti i libri altrimenti non reperibili in versione cartacea, perchè non pubblicati o fuori catalogo.</p>
<p>Qual&#8217;è il problema?<br />
Nessuno, a parte che questi testi, denominati &#8220;orfani&#8221;, sono comunque protetti da copyright o, quantomeno, soggetti alla proprietà intellettuale di chi li ha scritti. La cosa però non sembra rappresentare un ostacolo degno di nota per Google, che sta per abbracciare la politica dell&#8217;<strong>acquisizione coatta</strong>, secondo lo schema del &#8220;silenzio-assenso&#8221;: in pratica, l&#8217;autore avrà un limite di tempo per opporsi, trascorso il quale <a href="http://books.google.it/booksrightsholders/" target="_blank">la sua opera verrà acquisita da Google</a>, divenendo di sua proprietà esclusiva.</p>
<p>Una volta acquisito il libro, la società garantirà comunque una percentuale del 65% dei profitti (circa) da dividere tra autore ed editore, ritagliandosi &#8220;solo&#8221; un modesto 35% per sè. Si parla di migliaia e migliaia di libri, non proprio bruscolini&#8230;</p>
<p>La cosa, com&#8217;era prevedibile, non va giù a molte istituzioni, organizzazioni ed associazioni che fanno della proprietà intellettuale il loro credo e che ritengono che, al limite, sarebbe più giusto distribuire questi libri gratuitamente, sempre con il consenso dell&#8217;autore. <a href="http://mytech.it/web/2009/04/20/internet-archive-contro-piano-di-google-books/" target="_blank">La protesta</a> potrebbe approdare in tribunale o comunque all&#8217;autorità anti-trust, visto che anche molti intellettuali ed esperti di diritto di prestigiose università americane esprimono grosse riserve sul procedimento di acquisizione delle opere.</p>
<p>Da che parte sta la ragione? Sarà l&#8217;atavica diffidenza umana per le novità a generare la protesta, oppure è Google che sta davvero iniziando ad esagerare un pochino? Staremo a vedere&#8230;</p>
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		<title>YouTube: rinnovamento o morte?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 12:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante sia uno dei siti più visitati del web, il caro vecchio YouTube naviga in cattive acque ormai da tempo immemore. A tre anni dall&#8217;acquisizione da parte di Google il sito continua a registrare perdite molto preoccupanti, rappresentando ormai solo un&#8217;enorme palla al piede per...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><div style="text-align:center;"><img style="border: 1px solid #000000;" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/04/burningdollars.jpg" alt="" /></div>
<p>Nonostante sia uno dei siti più visitati del web, il caro vecchio YouTube naviga in cattive acque ormai da tempo immemore. A tre anni dall&#8217;acquisizione da parte di Google il sito continua a registrare perdite molto preoccupanti, rappresentando ormai solo un&#8217;enorme palla al piede per la società di Mountain View.</p>
<p>Il motivo di questa crisi di entrate è, prima di tutto, la mancanza di contenuti pubblicitari che generino guadagno, problema a cui Google ha già tentato di mettere una pezza aggiungendo spazi adv sopra alla timeline dei video e in un baio di box sulla homepage. A questo si aggiunge il nuovissimo <a href="http://news.wintricks.it/web/dal-web/28870/youtube-click-to-buy-anche-in-italia/" target="_blank">servizio Click-to-Buy</a>, in collaborazione con ITunes, che dovrebbe contribuire a risollevare un po&#8217; il tragico bilancio del portale.</p>
<p>Se nemmeno questo dovesse funzionare si prospetterebbe solo un&#8217;alternativa alla chiusura: la trasformazione totale in un sito con contenuti a pagamento e pubblicità decisamente più invasiva, un po&#8217; sul modello di <a href="http://www.hulu.com" target="_blank" rel="nofollow">Hulu</a>, portale multimediale con contenuti premium, con un bilancio decisamente in attivo.<br />
Insomma, il vecchio YouTube (e soprattutto il vecchio concetto di &#8220;broadcast yourself&#8221;) verrebbe soppresso a favore di un&#8217;ottica più commerciale, essenziale per garantire la sopravvivenza del sito.<br />
Una simile possibilità era già stata ventilata da alcuni blogger, ma essendo la notizia datata 1 aprile nessuno ci aveva prestato troppa attenzione, ritenendola una bufala. A conti fatti, invece, pare quantomai verosimile.<br />
C&#8217;è da chiedersi quanto sarà radicale questo cambiamento e soprattutto quanto YouTube possa prestarsi a diventare un concorrente diretto del colosso Hulu. D&#8217;altra parte si sa, la forza di YouTube è la varietà dei contenuti unita alla gratuità di utilizzo, un aspetto quest&#8217;ultimo quantomai inviso al mercato, nel quale ormai si sopravvive solo spremendo denaro da ogni singolo bit di contenuto&#8230; un&#8217;arte in cui i ragazzi di Google sono davvero maestri. Staremo a vedere.</p>
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		<title>Google hacking: l&#039;altra faccia dei motori di ricerca</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 16:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><p style="text-align:center;"><img style="border: 1px solid #000000;" src="/images/hacker.jpg" alt="" /></p>
<p>Quando si pensa alla controversa &#8211; sebbene spesso nobile &#8211; arte dell&#8217;hacking, si immagina sempre che sia qualcosa di difficilissimo, iper-cervellotico e riservato ad un ristrettissimo numero di individui con quozienti intellettivi abnormi. Beh, in effetti in parte è così, ma vi stupirà sapere che spesso per raccogliere preziose informazioni sul prossimo è sufficiente&#8230; cercarle su Google!</p>
<p>Proprio così, perchè il motorone di ricerca più celebre al mondo è talmente bravo nel fare il suo lavoro da esagerare un po&#8217;, finendo spesso dove in realtà sarebbe meglio non ficcare il naso.</p>
<p>Così ecco che, ad esempio, basta digitare qualcosa come <em>&#8220;intitle:&#8221;index of&#8221; intext:globals.inc&#8221;</em> per avere potenzialmente accesso ai file che contengono username e password di un database SQL, oppure <em>&#8220;Index Of /private&#8221;</em> per dare un&#8217;occhiatina alle directory private dei webmaster.</p>
<p>Questi sono solo due esempi tra i più banali, ma è davvero sorprendente la facilità con cui si possono reperire informazioni sensibili semplicemente aprendo il motore e cercando!</p>
<p>Per rendervi conto di quanti siano i trucchi che si possono usare, fatevi un giro qui: <a href="http://johnny.ihackstuff.com/ghdb.php" target="_blank">http://johnny.ihackstuff.com/ghdb.php</a>, resterete a bocca aperta!<br />
<br/></p>
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