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	<title>Marask.com &#187; facebook</title>
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	<description>pensieri, parole, opere ed omissioni dell&#039;era digitale</description>
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		<title>Skittles.com : il sito&#8230; senza sito</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 21:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'idea brillante, sebbene non unica nel suo genere, che sfrutta davvero a pieno i concetti di flessibilità tanto cari ai guru del web 2.0]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/08/caramelle-skittles1.jpg" alt="Il sito delle caramelle Skittles è un ottimo esempio di filosofia web 2.0" /></div>
<p>Chi ha detto che per pubblicizzare un marchio sul web occorra necessariamente un sito?<br />
Perchè dover creare da zero un&#8217;interfaccia di navigazione, un layout grafico e una montagna di script per gallerie di immagini, video, community, forum, newsletter.. ecc quando, in realtà, tutto questo già esiste sul web?</p>
<p><strong>Skittles.com</strong>, il sito della nota marca di caramelle, ci mostra che in realtà tutto quello che occorre fare è munirsi di un tubetto di colla e attaccare tra loro i nostri profili nei vari social networks, per ottenere un perfetto sito commerciale senza, in effetti, realizzarne veramente uno. Skittles.com è un interessantissimo patchwork che unisce i profili aziendali su <strong>Facebook</strong>, <strong>Flickr</strong>, <strong>YouTube</strong>, <strong>Wikipedia</strong> e <strong>Twitter</strong>, raggruppati in un unico dominio, navigabili attraverso un semplicissimo box in sovraimpressione che costituisce l&#8217;<strong>unica vera interfaccia del sito</strong> e che permette, in un click, di spostarsi tra i vari network in un attimo.</p>
<p>Un&#8217;idea brillante, sebbene non unica nel suo genere, che sfrutta davvero a pieno i concetti di <strong>flessibilità</strong> e di <strong>integrazione</strong> tanto cari ai guru del web 2.0, anche se rimane un tipo di comunicazione un po&#8217; difficile da far accettare a molte aziende, di certo più legate ad una comunicazione tradizionale.</p>
<p>Se vi ho incursiosito, date un&#8217;occhiata al sito <a rel="nofollow" href="http://www.skittles.com" target="_blank">Skittles.com</a></p>
<p>Fonte: <a rel="nofollow" href="http://lissimattia.com/?p=23" target="_blank">Impronte digitali<br />
</a></p>
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		<title>Facebook e l&#039;on.Carlucci vincono il Big Brother Award</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 17:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è poco da festeggiare per Facebook e per l&#8217;on. Gabriella Carlucci, visto che il premio (tutt&#8217;altro che ambizioso) che oggi è stato loro assegnato, il BIg Brother Award, viene attribuito annualmente alle aziende o alle persone che più di tutte le altre minacciano la privacy...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><p style="TEXT-ALIGN: center"><img class="aligncenter" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2008/09/bbwy.jpg" alt="" /></p>
<p>C&#8217;è poco da festeggiare per Facebook e per l&#8217;on. Gabriella Carlucci, visto che il premio (tutt&#8217;altro che ambizioso) che oggi è stato loro assegnato, il BIg Brother Award, viene attribuito annualmente alle aziende o alle persone che più di tutte le altre minacciano la privacy degli utenti di internet (e non solo).</p>
<p>Il premio, assegnato nell&#8217;ambito del progetto Winston Smith (dal nome del protagonista del capolavoro di George Orwell, &#8220;1984&#8243;), è suddiviso in 5 diverse categorie, i cui vincitori sono votati dagli utenti e confermati da una giuria composta da esperti di comunicazione, web e diritto. Le cinque categorie sono, rispettivamente:</p>
<p>- Peggior ente pubblico<br />
- Peggiore azienda privata<br />
- Bocca a stivale (peggior frase pronunciata in materia di privacy e di diritti degli utenti)<br />
- Minaccia da una vita<br />
- Tecnologia più invasiva<br />
- Lamento del popolo</p>
<p>Udite udite, Facebook si è portato a casa i premi &#8221;peggiore azienda privata&#8221;, &#8220;tecnologia più invasiva&#8221; e &#8220;lamento del popolo&#8221;, per lo sfruttamento della terrificante (quanto inspiegabile) follia compulsiva che spinge la gente a pubblicare i propri dati sul web, ma anche per le policies amministrative poco chiare (se ne era parlato anche <a href="http://marask.com/anche-facebook-passa-al-lato-oscuro/" target="_blank">qui</a>) e per le poche libertà lasciate agli utenti.</p>
<p>Riguardo all&#8217;on.Carlucci i premi arrivano, tutt&#8217;altro che inaspettati, nelle categorie &#8220;Minaccia da una vita&#8221;, per la costanza con cui porta avanti le sue idee lesive della privacy e del quieto vivere dei navigatori e &#8220;bocca a stivale&#8221;, per la frase &#8220;E&#8217; arrivato il momento di combattere ed eliminare l&#8217;anonimato su internet&#8221;.</p>
<p>Beh, che dire, intanto complimentoni ai vincitori e per il resto, se volete dare un&#8217;occhiata più approfondita all&#8217;argomento, vi rimando al <a href="http://bba.winstonsmith.info/Annuncio_vincitori_BBA2009.pdf" target="_blank">comunicato stampa ufficiale</a>, relativo alla premiazione.</p>
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		<title>Abruzzo: arriva la truffa su Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 07:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La natura umana, si sa, non si evolve con la stessa velocità delle tecnologie. La rete si è dimostrata uno strumento di eccezionale efficacia in una vicenda terribile come il terremoto in Abruzzo, sfortunatamente anche per chi in tale vicenda ha visto soprattutto una ghiotta opportunità per fare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><p>La natura umana, si sa, non si evolve con la stessa velocità delle tecnologie.</p>
<p>La rete si è dimostrata uno strumento di eccezionale efficacia in una vicenda terribile come il terremoto in Abruzzo, sfortunatamente anche per chi in tale vicenda ha visto soprattutto una ghiotta opportunità per fare soldi, che definire &#8220;sporchi&#8221; è persino riduttivo.</p>
<p>Stiamo parlando di un infame che con il nickname Marco Pellegatti (sedicente nipote del giornalista sportivo Carlo Pellegatti), ha organizzato su <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> una raccolta fondi pro-Abruzzo, a suo dire sostenuta da Mediaset e AC Milan, che in realtà serviva solamente a finanziare se stesso.</p>
<p>Un atto ignobile che per fortuna è andato avanti per poco, perchè gli utenti di internet non sono tutti idioti e <a href="http://www.golmania.it/index.php?action=read&amp;idnotizia=9279" target="_blank">la truffa è stata rapidamente smascherata dal prode Piergiorgio Bianchi di Golmania.it</a>, cui hanno fatto eco le società tirate in ballo e lo stesso Carlo Pellegatti, il quale ha negato di avere un nipote di nome Marco.</p>
<p>Il nobiluomo in questione pare non sia nuovo a questo genere di mascalzonate: nell&#8217;<a href="http://www.golmania.it/index.php?action=read&amp;idnotizia=9279" target="_blank">articolo di Bianchi su Golmania</a>, si legge che era già stato pizzicato dalle Iene per una faccenda di streaming illegale delle partite di Serie A. Non solo: girando un po&#8217; per la rete ci si imbatte addirittura in un <a href="http://truffamontalto.forumer.it/" target="_blank">forum di vittime delle sue truffe</a>!</p>
<p>Che dire quindi, oltre che un nuovo modo di fare informazione e solidarietà di fronte ad una catastrofe, il web si rivela anche un mezzo innovativo per fare sciacallaggio. C&#8217;è chi si chiede, a questo punto, se sia necessario un maggiore controllo sui contenuti di Facebook e degli altri social networks, anche in seguito ad <a href="http://www.pc-facile.com/news/facebook_gruppi_uccidere_prof_aiutare_abruzzo/62428.htm" target="_blank">altri fatti</a>.</p>
<p>Il mio parere è sempre quello: il web è solo uno strumento, censurarlo non aiuterà certo a migliorare la qualità delle persone.</p>
<p>Chiudo coi riferimenti della vera raccolta fondi Mediaset:</p>
<p>Conto Corrente intestato a: Mediafriends<br />
IBAN: <strong>IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387</strong><br />
Causale: terremoto Abruzzo</p>
<p> </p>
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		<title>Anche Facebook passa al lato oscuro?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 19:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; di oggi la notizia secondo la quale il super-mega-arcinoto social network Facebook, al quale è ormai iscritta buona parte dell&#8217;umanità, pare abbia intenzione di appropriarsi dei dati dei suoi utenti, al fine di rivenderli a società di indagini di mercato e di webmarketing. Insomma,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:left;"></div><p>E&#8217; di oggi la notizia secondo la quale il super-mega-arcinoto social network <a href="http://www.facebook.com">Facebook</a>, al quale è ormai iscritta buona parte dell&#8217;umanità, pare abbia intenzione di appropriarsi dei dati dei suoi utenti, al fine di rivenderli a società di indagini di mercato e di webmarketing.</p>
<p>Insomma, per farla semplice, l&#8217;amico faccialibro potrebbe decidere di usare tutti i nostri dati allo scopo di permettere alle aziende di subissarci di pubblicità mirata, un po&#8217; come succede nel 99% dei comuni siti internet che richiedono la registrazione. Notate poi che l&#8217;appropriazione dei dati è da considerarsi PERMANENTE, nel senso che quei dati non verranno mai cancellati, nemmeno su esplicita richiesta dell&#8217;utente.</p>
<p>Che dire&#8230; se la notizia fosse confermata significherebbe che anche Facebook andrà presto ad unirsi alle già molte &#8220;macchine da soldi&#8221; presenti in internet, tanto efficaci nel fare cassa quanto poco rispettose della privacy degli utenti. Delusione.</p>
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