
Ci risiamo, ancora una volta c’è chi tenta di colpire al cuore l’universo dei blog, dei newsfeed e dell’informazione gratuita sul web. Stavolta si tratta di una minaccia seria, almeno dalle premesse e dal nome del protagonista: nientemeno che Rupert Murdoch, il magnate australiano dell’informazione.
Murdoch, partendo dal presupposto che “il buon giornalismo ha dei costi e un’industria che distribuisce gratis i suoi contenuti semplicemente si mangia la possibilità di produrre buona cronaca” ha annunciato che molto presto tutte le news diffuse dallo sconfinato universo di siti web appartenenti alla News Corp (la società di Murdoch) saranno a pagamento.
Voi direte: “e chissenefrega! Semplicemente non leggeremo le news su quei siti”, ma il problema è più complesso, visto che le news di questi siti saranno considerate una proprietà intellettuale, quindi non sarà possibile diffonderle e riportarle su altri siti web, sebbene la fonte non sia necessariamente News Corp. Tramite un motore di ricerca apposito, infatti, la società di Murdoch si metterà alla caccia di siti, feed e blog che si macchieranno, più o meno consapevolmente, di plagio, sguinzagliando loro contro una squadra di avvocati da fare invidia al signor Burns dei Simpson. I blog infatti, avendo più o meno tutti almeno uno spazio banner o AdSense, sono da considerarsi siti di informazione commerciale e pertanto possono facilmente essere accusati di plagio o di furto di materiale, di qualsiasi genere esso sia, news comprese.
Ok, siamo fregati quindi? Chiuderemo tutti bottega?
Non credo, dopotutto il signor Murdoch, per danaroso che sia, non è certo il primo a tentare di mettere un bavaglio alla libera informazione sulla rete e, considerando i miseri fallimenti di tutti i suoi predecessori, c’è da sperare che anche lui si trovi, alla fine, con un pugno di mosche…
Fonte: Zeus News