
La protesta contro quanto sta accadendo dopo le elezioni in Iran dilaga sul web. I social network ribollono e l’oggetto dell’indignazione globale rimane sempre lui: il dittatore (credo che ormai si possa dirlo apertamente, no?) Mahmoud Ahmadinejad, che già nei giorni immediatamente precedenti le elezioni aveva fatto oscurare buona parte del web, rendendolo inaccessibile, per impedire il libero scambio di opinioni e notizie.
A seguito della vittoria elettorale (se così si può chiamare) Ahmadinejad non ha allentato la morsa sui mezzi di comunicazione e, anzi, l’ha stretta ancora di più, tanto che ormai l’unico servizio rimasto operativo sembra essere Twitter.
E’ proprio sul popolare network di micro-blogging che esplode la protesta, a seguito della denuncia di brogli elettorali partita da un utente che si sospetta essere legato allo “sconfitto” Hossein Mousavi Khameneh.
In un attimo, l’indignazione dilaga e qualcuno propone un’insolita protesta: cambiare le proprie impostazioni personali, settando “Teheran” come città da cui si digita, con lo slogan “facciamo vedere ad Ahmadinejad che tutto il Mondo è in Iran oggi”. Detto fatto: l’Iran ha acquisito milioni di nuovi abitanti, almeno virtuali, pronti a dar man forte, anche se solo sul piano morale, alla protesta anti-governativa.
Probabilmente questo non cambierà di molto la situazione, ma almeno adesso Ahmadinejad può sentire il fiato di un intero pianeta sul collo… chissà che la cosa non lo porti a riflettere.
Per saperne di più e per rimanere aggiornati su quanto succede in Iran (almeno finchè non chiuderanno anche questo canale) andate su Twitter e cercate l’username #Iranelection.