Facebook e l'on.Carlucci vincono il Big Brother Award

C’è poco da festeggiare per Facebook e per l’on. Gabriella Carlucci, visto che il premio (tutt’altro che ambizioso) che oggi è stato loro assegnato, il BIg Brother Award, viene attribuito annualmente alle aziende o alle persone che più di tutte le altre minacciano la privacy degli utenti di internet (e non solo).

Il premio, assegnato nell’ambito del progetto Winston Smith (dal nome del protagonista del capolavoro di George Orwell, “1984″), è suddiviso in 5 diverse categorie, i cui vincitori sono votati dagli utenti e confermati da una giuria composta da esperti di comunicazione, web e diritto. Le cinque categorie sono, rispettivamente:

- Peggior ente pubblico
- Peggiore azienda privata
- Bocca a stivale (peggior frase pronunciata in materia di privacy e di diritti degli utenti)
- Minaccia da una vita
- Tecnologia più invasiva
- Lamento del popolo

Udite udite, Facebook si è portato a casa i premi ”peggiore azienda privata”, “tecnologia più invasiva” e “lamento del popolo”, per lo sfruttamento della terrificante (quanto inspiegabile) follia compulsiva che spinge la gente a pubblicare i propri dati sul web, ma anche per le policies amministrative poco chiare (se ne era parlato anche qui) e per le poche libertà lasciate agli utenti.

Riguardo all’on.Carlucci i premi arrivano, tutt’altro che inaspettati, nelle categorie “Minaccia da una vita”, per la costanza con cui porta avanti le sue idee lesive della privacy e del quieto vivere dei navigatori e “bocca a stivale”, per la frase “E’ arrivato il momento di combattere ed eliminare l’anonimato su internet”.

Beh, che dire, intanto complimentoni ai vincitori e per il resto, se volete dare un’occhiata più approfondita all’argomento, vi rimando al comunicato stampa ufficiale, relativo alla premiazione.

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