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La spada è come l’uomo…

25 Jul

Avete mai pensato che la spada medievale è un essere umano stilizzato? Nel medioevo la spada aveva un profondo significato per il suo cavaliere e lo doveva rispecchiare fin nel profondo della sua anima.

Possiamo dividere la spada in quattro parti: il pomo, l’impugnatura, l’elsa e la lama.

IL POMO: equivale alla testa. Il pomo è la parte che bilancia la spada e deve essere ben equilibrato, di conseguenza la mente dell’uomo deve essere equilibrata. Per usare una spada si deve essere preparati e si deve avere una certa consapevolezza. Una mente non equilibrata potrebbe usare la spada nel modo errato e per scopi non giusti. La consapevolezza deriva dall’esperienza dell’allenamento e da una profonda conoscenza della propria anima. Combattere se si è turbati o troppo coinvolti dalle emozioni, indurrà in errore e quindi alla sconfitta.

L’IMPUGNATURA: equivale al collo. L’impugnatura è la parte da cui si gestisce la spada e varia a seconda di chi la usa. Deve essere salda e fatta bene, altrimenti potrebbe spezzarsi. Così il collo deve essere solido. Da una parte deve proiettare la testa verso l’alto, verso il cielo, verso Dio; dall’altra parte deve proiettare il corpo verso la terra, la materialità della nostra esistenza terrena. Il collo deve essere forte perchè è un ponte di passaggio fra i pensieri che si trovano nella testa al corpo. Così l’impugnatura sarà il passaggio tra le intenzioni del cavaliere e la lama che andrà a colpire.

L’ELSA: equivale alle braccia. L’elsa deve essere forgiata e temprata come la spada. Deve essere forte e ben salda per poter parare i colpi contro le mani. Così le braccia devono essere forti. Sembra una stupidata ma tenete in mano una spada per cinque minuti… Se le vostre braccia non sono allenate e forti, dopo cinque minuti non ce la farete più. Inoltre avere delle braccia forti vi permetterà di usare la spada nel modo più consapevole, altrimenti non avreste la forza di fermare un colpo o di seguire la traiettoria che vi eravate prefissati.

LA LAMA: equivale alla colonna vertebrale. La lama aveva due caratteristiche principali. Doveva essere rigida e flessibile allo stesso tempo. Aveva punti deboli e punti forti. Doveva essere rigida, come la colonna vertebrale, per poter sostenere il corpo, ma era anche la consapevolezza del proprio corpo. Doveva essere flessibile, così come lo è la nostra colonna vertebrale che ci permette di cambiare posizione, di adeguarci alle situazioni. La lama aveva punti deboli, dove era più facile che si spezzasse e punti forti dove anche se colpita non vibrava. Così l’uomo deve essere consapevole del fatto che se avrà una struttura centrale forte, riuscirà a sostenersi, ma dovrà essere in grado di cambiare posizione mantenendo però saldo il bacino, punto di equilibrio in cui convergono le forze che andranno a scaricarsi a terra. La lama non è solo colonna vertebrale, è anche il midollo osseo, che si collega ai pensieri, allo spirito.

Un cavaliere teneva sempre pulita la lama della propria spada. Non tanto per questioni estetiche, quanto perchè tenere pulita la lama, renderla sempre più brillante, per un cavaliere significava tenere pulita la propria anima. Più la lama brillava più l’anima del cavaliere era pura.

Al giorno d’oggi troviamo discipline che studiano come l’energia sviluppi i processi vitali: il Qi Gong in oriente, la Bioenergetica in occidente. Pensate ora che questo era un concetto che già esisteva nel medioevo.

 
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