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Arabesco celato

24 Jul

Con questa poesia ho vinto un concorso. Tratta della condizione delle donne in Afghanistan. A voi…

Non sono una donna che cammina per strada.

Sono solo un’orma tracciata nella polvere.

Non sono una donna che canta allegramente.

Il mio canto è il grido silente di una gola senza voce.

Non sono una donna che ride delle gioie della vita.

Cosa significa ridere?

Non sono una donna, imbellettata per l’atteso appuntamento.

Sono un arabesco variopinto celato da un telo.

Non sono una donna che pensa e decide.

Io obbedisco!

Il mio corpo, dentro, brucia come un bonzo.

La corda afferra il collo e serra il pugno.

“Ricorda: Sottomissione!”

La pietra bersaglia il cranio e i sogni svaniscono.

Le ginocchia si piegano.

Il fucile si sfoga nel ventre e libera il sangue.

I miei occhi non vedono.

Le mie orecchie non sentono.

La mia bocca tace.

Sono un velo senza volto che nessuno riconosce.

Sono un alito di vita fra…

“Che cosa vuoi?”

La dignità o la morte.

 
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